L’Istituto ILP nasce in risposta alla legge del 18 febbraio 1989 n. 56 relativa alla formazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica. Pertanto, la sua finalità è formare laureati in medicina e psicologia che intendano abilitarsi alla pratica psicoterapica secondo l’orientamento teorico–clinico di Sigmund Freud e Jacques Lacan.

L’Istituto ILP è stato riconosciuto dal MUR con D. D. n. 1229 del 28/08/2024 G.U. 20/09/2024


APPROCCIO TEORICO E METODOLOGICO

L’Istituto Lacaniano di Psicoterapia adotta l’approccio di Lacan come punto di riferimento epistemologico e clinico centrale e si costituisce come istituzione la cui impronta teorica e culturale è strettamente intrecciata con i fondamenti postulati da Freud e reinterpretati attraverso il magistero di Jaques Lacan.

Pur conservando un saldo legame con i principi teorici e clinici fondamentali della psicoanalisi freudiana e lacaniana, l’ILP prende in considerazione i contributi forniti da altri eminenti psicoanalisti successivi a Freud, quali Melanie Klein, Donald Winnicott e Wilfred Bion. Sensibile alle molteplici variabili che informano la costruzione dell’identità umana e agli sviluppi della conoscenza in costante evoluzione, il percorso formativo dell’ILP si caratterizza inoltre per una profonda attenzione all’interscambio con altre discipline accademiche, come filosofia, antropologia, etologia umana, sociologia, scienze cognitive, linguistica e neurobiologia, al fine di arricchire e ampliare la comprensione dei processi psichici e dell’esperienza umana.

I principi fondamentali della terapia psicoanalitica proposta da I.L.P. sono stati elaborati a partire dalla lunga tradizione di confronto dell’essere umano con questioni vitali per la sua stessa esistenza. Tra queste, particolarmente significative risultano essere le dinamiche relazionali con quello che Lacan definisce “l’Altro” – sia esso madre, padre, sistemi di parentela o altre entità sociali e culturali – da cui dipende l’esistenza del soggetto e da cui il soggetto stesso ricerca riconoscimento e amore. Tale condizione di strutturale dipendenza costituisce il punto di maggiore vulnerabilità del paziente e frequentemente è all’origine delle sue sofferenze e dei suoi sintomi.

Le componenti culturali e relazionali che determinano e configurano l’identità individuale trovano la loro più evidente concretizzazione nel sistema simbolico che le rappresenta, e, di questo sistema simbolico, il linguaggio emerge come la forma più tangibile e, insieme, il pilastro portante.

Lacan si adopera per riportare al centro dell’attenzione l’inconscio analizzandone a fondo i meccanismi e gli impatti sulla vita del soggetto e – superando la tradizionale interpretazione del sintomo come mero evento psicopatologico – espone la stretta connessione tra l’inconscio e il linguaggio, sottolineando come quest’ultimo possa agire sull’inconscio, dato il loro comune substrato strutturale. Non a caso Lacan definisce l’inconscio “strutturato come un linguaggio”.

Il potere intrinseco della parola, così rilevante per l’essere umano al punto da spingere Lacan a concepirlo come il “parlessere”, rivela la sua influenza non solo nel causare sofferenza, ma anche nel produrre effetti di guarigione qualora lo si impieghi in modo adeguato. Tale fenomeno risulta evidente nell’ambito delle terapie psicoanalitiche. In questa prospettiva, il sintomo che causa la sofferenza del soggetto non è da considerarsi unicamente come segno di malattia o disfunzionamento, ma come simbolo del quale è necessario decifrare e interpretare il senso (da intendersi come significato e scopo). Tale operazione di interpretazione è in grado di produrre degli effetti terapeutici dati dal riconoscimento del nucleo sintomatico di godimento che affligge il soggetto e dalla conseguente possibilità di orientare diversamente il proprio desiderio. Le nozioni di godimento e desiderio sono fondamenti della teoria lacaniana e ne orientano la psicoterapia psicoanalitica.

L’Istituto si impegna a formare i suoi allievi a una prassi psicoterapica che superi gli aspetti formali della pratica tradizionale, come, per esempio, il setting analitico convenzionale, e che sia in grado di affrontare in modo flessibile e risolutivo i sintomi contemporanei, rispondendo alle esigenze e alle richieste di aiuto dei pazienti con la massima competenza e dedizione professionale. A tal fine nell’approccio dell’ILP,la costruzione e la modulazione del setting terapeutico non sono vincolate rigidamente ai canoni tradizionali della psicoanalisi, ma sono orientate da un approccio flessibile che integra elementi che possono arricchire il processo terapeutico, quali, per esempio, variazioni nelle modalità del setting, il tipo di seduta, la frequenza delle sessioni e uno stile interpretativo che tiene conto delle caratteristiche di ciascun soggetto della cura. Da questo punto di vista, il complesso intreccio tra elementi teorico-clinici fondamentali, conoscenza delle tecniche terapeutiche ed esperienza clinica, risulta centrale per orientare al meglio la fase iniziale del processo terapeutico e ne condiziona i possibili esiti ed effetti.

Considerando le necessità del momento storico e il cambiamento del tipo di richieste di aiuto, l’epicentro della pratica terapeutica non risiede nelle formalità della tecnica, bensì negli elementi considerati sostanziali. Tra questi, emerge l’importanza di dare ascolto al singolo individuo nella sua unicità, di accompagnarlo nell’approfondimento e nell’accettazione della sua storia personale nonché dei momenti chiave che l’hanno caratterizzata. A tal fine, l’ILP ha tra i suoi obiettivi principali l’approfondimento teorico-clinico degli strumenti operativi necessari per un efficace svolgimento del processo terapeutico. Tali strumenti riguardano la messa in funzione della parola nel dispositivo terapeutico e la dinamica della relazione terapeuta-paziente. Saranno prese in considerazione le evoluzioni dei concetti di transfert, costruzione, interpretazione e atto analitico secondo l’orientamento della psicoanalisi lacaniana e dei principali apporti della psicoanalisi contemporanea.


I DUE ASSI DELLA FORMAZIONE DELL’ALLIEVO

Freud si è costantemente confrontato con le questioni della formazione di nuovi psicoanalisti e della trasmissione del sapere della psicoanalisi, riconoscendo la singolarità dell’esperienza analitica e le sfide specifiche legate all’insegnamento di questa disciplina. La psicoanalisi non può essere appresa solo attraverso la formazione accademica, bensì richiede un coinvolgimento diretto, soprattutto tramite l’analisi personale dei futuri psicoanalisti.

La pratica psicoanalitica, a differenza della pratica medica, richiede un esame interiore profondo, un’auto-riflessione sulla propria personalità e storia. Freud sottolineò l’importanza di sottoporsi all’analisi da parte di un analista esperto, affinché si potessero sperimentare in questo modo gli effetti dell’analisi sulla propria psiche e apprendere le tecniche del procedimento direttamente dall’analista. Allo stesso tempo, Freud riconosceva l’importanza di un solido fondamento teorico che integrasse l’esperienza pratica dell’analisi personale. Anche con Lacan emerge chiaramente che la formazione psicoanalitica implica due conoscenze distinte: una è la conoscenza personale che emerge e si sviluppa come risultato dell’analisi individuale, attraverso un lavoro sulla propria psiche che culmina nell’identificazione di un elemento “pulsionale”, come dice Lacan, origine del proprio desiderio e di un piacere unico per ciascun soggetto. L’altra è una conoscenza conservata nell’Altro, nei testi freudiani, lacaniani, negli scritti dell’intera comunità psicoanalitica, come pure nelle teorie elaborate nei diversi ambiti del sapere umano che dialogano con la psicoanalisi.

Per queste ragioni l’ILP ha progettato un curriculum di studi in psicoterapia psicoanalitica che offra una formazione completa e articolata nell’ambito teorico e clinico. La formazione dell’allievo si colloca dunque all’intersezione di due assi fondamentali: uno riguarda l’essere dell’analista, mentre l’altro verte sul sapere dell’analista. Il primo asse concerne l’essenza intrinseca dell’analista, mentre il secondo si occupa della conoscenza che l’analista possiede. Questi due assi riflettono due dimensioni temporali distinte: gli insegnamenti – che seguono un percorso lineare con un inizio e una fine predefiniti – l’esperienza dell’analisi, caratterizzata da tempi soggettivi e il cui valore si rivela soltanto a posteriori.

La preparazione relativa al sapere dell’analista segue dunque un modello di istruzione post-universitaria di base. Tale processo implica un lavoro teorico e clinico arricchito da insegnamenti erogati non solo attraverso lezioni frontali, ma anche, tra le altre modalità formative, mediante gruppi di studio clinico, sessioni di discussione e presentazione di casi, seminari, tirocini, corsi specializzati e convegni. La formazione riguardante l’essere dell’analista segue, invece, il modello della psicoanalisi freudiana e del necessario processo di supervisione. L’ILP affida tale compito alla comunità di analisti che ne compongono il corpo docente, sottolineando così il ruolo fondamentale della supervisione nella formazione dello psicoterapeuta a indirizzo analitico.

Per Lacan, l’analisi personale, sia essa didattica o meno, non costituisce un percorso interminabile, bensì un itinerario dalla cui conclusione possa emergere l’analista. Il passaggio dall’essere analizzato a diventare analista ruota attorno a un residuo irriducibile alla parola e insormontabile dalla parola, un residuo che, retrospettivamente, si rivela essere il fulcro intorno al quale l’intera analisi ha ruotato dall’inizio alla fine, un residuo che ha a che fare con le modalità soggettive di godimento.


ATTIVITÀ DI RICERCA E PROGRAMMI SCIENTIFICI

ILP (Istituto Lacaniano di Psicoterapia) nasce come progetto dell’Associazione Litorale.

Litorale è il nome che un gruppo di psicoanalisti e di intellettuali ha scelto di dare all’associazione da loro fondata per dar vita ad un luogo di studio della psicoanalisi che – a partire dall’insegnamento e dall’opera di Jacques Lacan – consenta un suo costante rimodellamento teorico-clinico, anche grazie all’incontro con altre discipline (filosofiche, antropologiche, letterarie, linguistiche, sociologiche, biologiche, matematiche, ecc. ) con le quali implicarsi in una reciproca interazione.

Se è vero, infatti, che la psicoanalisi vanta una propria tradizione scientifica e un proprio statuto clinico e epistemologico, lo è altrettanto che, sin dalle sue origini freudiane, essa si è dovuta porre in costante dialogo con altri saperi, e questo perché rifiuta le classiche visioni unilaterali e le tradizionali partizioni dell’umano. Corpo, Psiche, Società, Cultura, Storia, Linguaggio: non sono dimensioni antropologiche separate, così come non lo sono normale e patologico, disagio e civiltà, individuale e collettivo.

Cultura, ricerca e formazione in psicoanalisi: sono questi i campi all’interno dei quali opera Litorale dal 2020, al fine di promuovere un ragionamento critico sul ruolo della psicoanalisi nella contemporaneità, di studiarne la relazione con il discorso sociale e politico, di sviluppare la sua elaborazione concettuale, di approfondire la riflessione sulle sue potenzialità cliniche e di favorire la possibilità di formarsi al suo insegnamento.

Ebbene, l’ILP raccoglie il frutto del lavoro teorico e clinico che Litorale ha promosso dalla sua fondazione a oggi: i suoi docenti sono soci dell’Associazione o ad essa legati per un vincolo di stima reciproca e di collaborazione scientifica continuativa.

In questo senso, l’ILP eredita e sviluppa il patrimonio culturale e professionale maturato nelle attività di formazione e ricerca che Litorale ha organizzato negli ultimi anni: corsi ECM per psicologi, psicoterapeuti e medici, incontri e gruppi di studio su tematiche inerenti la cura del disagio mentale, presentazioni di libri e di riviste, pubblicazione di testi di autori italiani e stranieri, convegni e seminari di approfondimento.

Tutto questo sempre all’insegna di una postura clinica lacaniana aperta agli apporti di altri orientamenti teorico-disciplinari e attenta a cogliere i mutamenti e i passaggi d’epoca: non solo perché le forme del disagio mutano al mutare delle condizioni e dei contesti storici ma anche perché, come afferma Lacan sulla scia di Freud, la formazione dell’analista non può prescindere da un affinamento culturale e simbolico di ampio respiro, che gli consenta di ridurre al minimo ingerenze socio-culturali non elaborate nella direzione della cura.


SEDE DIDATTICA DELL’ILP

L’attività didattica di I.L.P. si svolge a Grottammare (AP) presso la Biblioteca Comunale “M. Rivosecchi” in Via G. Matteotti, 41.


DOMANDA DI AMMISSIONE

CRITERI DI AMMISSIONE

Possono presentare domanda di ammissione a I.L.P. (Istituto Lacaniano di Psicoterapia) i laureati in Psicologia o in Medicina e Chirurgia iscritti ai rispettivi Albi. Possono inoltre presentare domanda di ammissione:

  • coloro i quali, in possesso di una delle due predette lauree, pur avendo già sostenuto l’esame di stato non sono ancora iscritti all’Albo. In questo caso i candidati hanno l’obbligo, in caso di ammissione, di iscriversi immediatamente al rispettivo Albo professionale, dandone comunicazione ufficiale alla Scuola.
  • coloro i quali non abbiano ancora sostenuto l’Esame di Stato, con il vincolo – in caso di ammissione – di conseguire l’abilitazione professionale entro la prima sessione utile, di iscriversi all’Albo e darne comunicazione alla Scuola entro trenta giorni.

Il mancato superamento dell’esame di stato entro la prima sessione utile dopo l’inizio dei corsi comporta l’impossibilità del passaggio al secondo anno.

I candidati in possesso dei suddetti requisiti dovranno presentare apposita domanda scritta di iscrizione al 1° anno di corso che dovrà essere corredata da:

  1. copia di un documento di identità e due fotografie formato tessera del candidato
  2. certificato di laurea con menzione degli esami sostenuti
  3. certificato di Iscrizione all’Ordine o certificazione del tirocinio in corso, con dichiarazione di consapevolezza di dover conseguire l’abilitazione e darne comunicazione immediata alla Scuola.
  4. tesi di laurea ed eventuali pubblicazioni a stampa o in fotocopia, se attinenti.
  5. Curriculum e qualsiasi altra certificazione atta a documentare l’esperienza del candidato.

Le procedure di valutazione per l’ammissione al 1° anno di corso dei candidati vengono svolte tramite apposita commissione di tre docenti nominata dalla Direzione. La commissione in seduta plenaria deve tener conto dei seguenti criteri:

  1. Valutazione dei titoli
  2. Valutazione del curriculum
  3. Analisi personale in corso o conclusa
  4. Motivazione del candidato

La scuola ammette fino a un massimo di 14 allievi per ogni anno accademico


COSTO DI ISCRIZIONE

Il costo di ciascun anno accademico dell’ILP è pari a 4.000,00 euro, importo non soggetto ad IVA secondo DPR 633 art. 5, comma 2. La quota versata copre tutte le attività formative della scuola (lezioni, tutoraggio, attività integrative e laboratori), fatta eccezione per l’analisi personale.

L’ammissione al 1° anno di corso viene deliberata dalla Direzione della Scuola e comunicata al candidato che dovrà formalizzare l’iscrizione – entro e non oltre i 30 giorni dalla ricezione della comunicazione di avvenuta ammissione – provvedendo a versare la prima rata di 1000,00 euro della tassa di iscrizione annuale pari a 4000,00 euro. La restante quota potrà essere versata in 4 rate a cadenza trimestrale (31 Marzo, 30 Giugno, 30 Settembre, 31 dicembre dell’anno in corso).

Ai fini dell’ammissione al successivo anno di corso, l’allievo dovrà essere in regola con i pagamenti.

Formalizzata l’iscrizione alla Scuola, l’allievo che decidesse di interrompere il suo percorso di studi si impegna a pagare l’intera retta dell’anno parzialmente frequentato.


ANALISI PERSONALE

L’analisi personale è elemento fondamentale e imprescindibile della formazione dello psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. L’allievo che non ha svolto un percorso di analisi e non ne ha uno in corso dovrà, entro e non oltre l’inizio del secondo anno di specializzazione, avviarne uno con un analista appartenente ad una Scuola Psicoanalitica o comunque con una formazione compatibile con l’orientamento di studi proposto dall’ILP.

Le ore di analisi personale non fanno parte del monte ore didattico previsto.


ESAMI DI VALUTAZIONE

VALUTAZIONI INTERMEDIE

Al termine di ciascun anno accademico, l’allievo dovrà sostenere un esame finale per l’ammissione al successivo anno di corso. La modalità di esame sarà orale e verterà sull’elaborato scritto (tesina) e sui contenuti teorici sviluppati nel corso dell’anno. La prova orale si svolgerà di fronte a una commissione di tre docenti nominati dal direttore della Scuola.

Ciascun allievo del I, II e III anno dovrà presentare un elaborato scritto da consegnare in triplice copia alla segreteria della scuola. All’inizio dell’anno l’allievo potrà scegliere un docente tutor in una lista messa a disposizione dalla Scuola, al quale potrà fare riferimento per la preparazione dell’elaborato scritto e della prova d’esame.

Il docente tutor scelto dall’allievo non potrà far parte della commissione esaminatrice nominata dal direttore.

I ANNO

L’elaborato scritto degli allievi del I anno sarò di tipo teorico, partendo da un tema scelto a partire dagli argomenti sviluppati nel corso dell’anno.

II E III ANNO

Gli elaborati del II e del III anno dovranno avere come riferimento di base il materiale clinico relativo all’esperienza di tirocinio dell’allievo, da mettere sempre in connessione con gli argomenti teorici sviluppati del corso dell’anno.

La valutazione dell’esame finale di ciascuna annualità sarà espressa in trentesimi, considerando 18/30 il voto minimo per conseguire l’ammissione al successivo anno di corso.

Per il passaggio da un anno di corso al successivo si terrà conto:

  • frequenza delle lezioni da parte dell’allievo (non sono consentite assenze oltre il 15% del monte ore previsto)
  • valutazione positiva della prova orale d’esame da parte della commissione
  • valutazione positiva dell’elaborato scritto
  • regolarità con il pagamento delle quote di iscrizione
DISCUSSIONE DEL CASO CLINICO

A partire dal III anno di corso l’allievo sarà tenuto a presentare e discutere in aula un caso clinico seguito durante l’attività di tirocinio. La presentazione in aula di almeno un caso clinico – che si svolgerà in presenza del docente tutor dell’allievo – è condizione necessaria per l’accesso all’esame finale di specializzazione al termine del IV anno.


TESI DI SPECIALIZZAZIONE

L’esame finale al termine del IV anno di corso per il conseguimento del Diploma di Specializzazione quadriennale in Psicoterapia prevede la stesura da parte del candidato di una tesi di specializzazione.

La tesi consiste in un elaborato scritto (non meno di 50 pagine) concernente un caso clinico: l’analisi della domanda, la diagnosi strutturale, la direzione della cura e le sue implicazione con la teoria psicoanalitica.

Il caso presentato nella tesi finale non potrà essere lo stesso discusso dall’allievo nella prova in aula a partire dal III anno di corso.

Nella costruzione della tesi finale l’allievo potrà avvalersi di un Docente Relatore da scegliere tra i docenti titolari di materia avuti nel corso dei quattro anni di specializzazione.

L’allievo, in accordo con il Docente Relatore, potrà chiedere, attraverso formale domanda alla direzione della Scuola, la discussione della sua tesi di specializzazione che verrà calendarizzata nella prima sessione utile successiva alla presentazione della domanda.

Requisiti per fare domanda di discussione della tesi di specializzazione:

  • aver sostenuto la prova di discussione clinica del caso in aula
  • essere iscritti da almeno 4 anni all’albo degli psicologi
  • essere in regola con i pagamenti riguardanti l’intero ciclo di studi.

Alla ricezione della domanda di discussione finale, la direzione della Scuola nominerà la Commissione di Valutazione che dovrà prevedere la partecipazione del Docente Relatore e di almeno un Docente Esterno con funzione di correlatore.

La valutazione finale sarà espressa in settantesimi, considerando come valutazione minima 42/70.

ALLIEVI FUORI CORSO

Trascorso un anno dalla fine del IV anno di Corso, l’allievo che non avesse ancora sostenuto la prova di Tesi finale è considerato fuori corso. Ogni anno in più fuori corso comporta il pagamento di una tassa pari a 500,00 euro.


ORDINAMENTO DIDATTICO

PRESENTAZIONE DEL PIANO DI STUDI

In ottemperanza alle disposizioni del MUR, il piano di studi dell’ILP è così articolato:

  • 100 ore di tirocinio in strutture o servizi pubblici o privati accreditati
  • 40 ore di tutoraggio individuale con docenti dell’Istituto
  • 360 ore suddivise tra insegnamenti teorici (insegnamenti di base clinici e non clinici e caratterizzanti di tipo teorico relativi all’indirizzo metodologico della Scuola) e formazione pratica (Attività Formative caratterizzanti di tipo teorico/pratico relative all’indirizzo metodologico della Scuola), All’interno di tale monte ore complessivo, sono previste 40 ore di Seminari interni (insegnamento a classi unificate dedicato allo studio dei Princìpi della Psicoanalisi).

Le lezioni si svolgeranno in 14 fine-settimana organizzati nel seguente modo:

  • Venerdì 14.00 /19.00
  • Sabato 09.00 / 14.00 14.00 / 19.00
  • Domenica 09.00 / 14.00 14.00 / 19.00
PRESENTAZIONE DEI CORSI
INSEGNAMENTI DEL I ANNO
  1. Seminari interni (insegnamento a classi unificate) – 40 ore
  1. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Freud e i post-freudiani – 20 ore
  2. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Lacan e la psicoanalisi contemporanea – 20 ore
  1. Insegnamenti teorici – 110 ore
  1. B4 – PSICOANALISI E NEUROSCIENZE – 10 ore
  2. A3 – RAPPRESENTAZIONI DEL SIMBOLICO CONTEMPORANEO – 15 ore
  3. C1 – STORIA DELLE ISTITUZIONI DI CURA DELLA MALATTIA MENTALE – 20 ore
  4. C1 – ELEMENTI DI CLINICA PSICOANALITICA I – 15 ore
  5. A3 – ELEMENTI DI SEMIOTICA E TEORIE DEL LINGUAGGIO – 5 ore
  6. C1 – LA PSICODIAGNOSI NELLA CLINICA PSICOANALITICA – 30 ore
  7. A1 – PSICOLOGIA GENERALE I – 15 ore
  1. Formazione pratica – 210 ore
  1. C2 – FONDAMENTI DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA – 30 ore
  2. C2 – LA PRATICA PSICOTERAPICA ORIENTATA dalla PSICOANALISI nella CURA delle PATOLOGIE NEUROLOGICHE – 30 ore
  1. D1 – ESERCITAZIONE di gruppo SU CASI CLINICI PRESENTI IN LETTERATURA I – 30 ore
  2. F – SUPERVISIONE in piccolo gruppo di DISCUSSIONE DEL CASO CLINICO: Il trattamento della domanda – 40 ore
  3. F – SUPERVISIONE in piccolo gruppo di ROLE PLAYING: La gestione del transfert e del controtransfert – 40 ore
  4. F – SUPERVISIONE della PRATICA DEL COLLOQUIO CLINICO: Definizione del setting e colloqui preliminari – 40 ore
INSEGNAMENTI DEL II ANNO
  1. Seminari interni (insegnamento a classi unificate) – 40 ore
  1. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Freud e i post-freudiani – 20 ore
  2. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Lacan e la psicoanalisi contemporanea – 20 ore
  1. Insegnamenti teorici – 105 ore
  1. C1 – LA DIAGNOSI IN PSICOANALISI, IN PSICHIATRIA E LA CLINICA DELLO PSICOFARMACO – 25 ore
  2. A3 – EPISTEMOLOGIA DELLA PSICOANALISI – 10 ore
  3. A3 – STORIA DEI SISTEMI DI PENSIERO – 10 ore
  4. C1 – TEORIA E TECNICA DEL COLLOQUIO CLINICO – 30 ore
  5. A2 – PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO – 15 ore
  6. B5 – MODELLI DI PSICOTERAPIA A CONFRONTO I – 15 ore
  1. Formazione pratica – 215 ore
  1. C2 – CLINICA PSICOTERAPICA DELLE NEVROSI I – 30 ore
  2. C2 – CLINICA PSICOTERAPICA DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE – 30 ore
  3. D1 – ESERCITAZIONE di gruppo SU CASI CLINICI PRESENTI IN LETTERATURA II – 35 ore
  4. F – SUPERVISIONE in piccolo gruppo di DISCUSSIONE DEL CASO CLINICO II: La gestione del transfert – 40 ore
  5. F – SUPERVISIONE in piccolo gruppo di ROLE-PLAYING: La Tecnica Psicoterapica – 40 ore
  6. F – SUPERVISIONE: La pratica dell’interpretazione e dell’atto analitico – 40 ore
INSEGNAMENTI DEL III ANNO
  1. Seminari interni (insegnamento a classi unificate) – 40 ore
  1. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Freud e i post-freudiani – 20 ore
  2. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Lacan e la psicoanalisi contemporanea – 20 ore
  1. Insegnamenti teorici – 100 ore
  1. C1 – IMPLICAZIONI ETICHE E DEONTOLOGICHE DELLA PRATICA PSICOANALITICA – 20 ore
  2. C1 – I CONFLITTI STORICO-SOCIALI E LA LORO INCIDENZA NEL VISSUTO SOGGETTIVO – 10 ore
  3. C1 – CLINICA PSICOANALITICA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA – 25 ore
  4. B1 – LO STRUMENTO PSICOFARMACOLOGICO NELLA CURA PSICOTERAPICA – 20 ore
  5. B5 – MODELLI DI PSICOTERAPIA A CONFRONTO II – 10 ore
  6. C1 – ELEMENTI DI CLINICA PSICOANALITICA II – 15 ore
  1. Formazione pratica – 220 ore
  1. C2 – CLINICA PSICOTERAPICA DELLE NEVROSI II – 30 ore
  2. C2 – LE ALTERITÀ EMERGENTI: LE RIVENDICAZIONI IDENTITARIE E LE NUOVE SOGGETTIVITÀ – 20 ore
  3. C2 – CLINICA PSICOANALITICA DELLE PSICOSI – 30 ore
  4. C2 – LABORATORIO DI COSTRUZIONE DEL CASO CLINICO I – 30 ore
  5. D1 – ESERCITAZIONE di gruppo SU CASI CLINICI PRESENTI IN LETTERATURA III – 30 ore
  6. F – SUPERVISIONE in piccolo gruppo di DISCUSSIONE DEL CASO CLINICO III: Interpretazioni e costruzioni – 40 ore
  7. F – SUPERVISIONE della PRATICA PSICOTERAPICA IN ISTITUZIONE – 40 ore
INSEGNAMENTI DEL IV ANNO
  1. Seminari interni (insegnamento a classi unificate) – 40 ore
  1. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Freud e i post-freudiani – 20 ore
  2. E1.C1 – PRINCIPI DI PSICOANALISI: Lacan e la psicoanalisi contemporanea – 20 ore
  1. Insegnamenti teorici – 95 ore
  1. C1 – PSICOLOGIA GENERALE II – 15 ore
  2. A3 – LEGAMI SOCIALI ED EFFETTI SOGGETTIVI – 10 ore
  3. A3 – PSICOANALISI E FILOSOFIA NELLA TEORIA DI J. LACAN – 10 ore
  4. A3 – TEORIE DELLA SOGGETTIVAZIONE – 10 ore
  5. B2 – ELEMENTI DI PSICOPATOLOGIA – 15 ore
  6. B3 – DIAGNOSTICA CLINICA – 10 ore
  7. B5 – MODELLI DI PSICOTERAPIA A CONFRONTO III – 10 ore
  8. C1 – LA CLINICA CONTINUISTA NELL’ULTIMO INSEGNAMENTO DI J. LACAN – 15 ore
  1. Formazione pratica – 225 ore
  1. C2 – IL TRATTAMENTO DEL BAMBINO AUTISTICO NELL’OTTICA PSICOANALITICA – 25 ore
  2. C2 – LA PRATICA DELLA SUPERVISIONE PSICOANALITICA IN ISTITUZIONE – 25 ore
  3. C2 – LABORATORIO DI COSTRUZIONE DEL CASO CLINICO II – 40 ore
  4. D1 – ESERCITAZIONE di gruppo SU CASI CLINICI PRESENTI IN LETTERATURA IV – 40 ore
  5. F – SUPERVISIONE in piccolo gruppo di DISCUSSIONE DEL CASO CLINICO IV: Interruzioni e conclusioni della cura – 40 ore
  6. F – LABORATORIO TEORICO-CLINICO: Effetti terapeutici e finalità della cura – 40 ore
  7. F – LABORATORIO DIAGNOSTICO DEL CASO CLINICO – 15 ore

Referente interno:
Dott.ssa Eloisa Alesiani Direttore di sede

www.istitutoilp.it
Email: info@istitutoilp.it

Grottammare, 22 settembre 2024

Il Rappresentante legale
Dott. Franco Lolli